Bresaola della Valtellina IGP, l’export segna un +32,34%
Prodotto in 11.947 tonnellate (-5,47%) e valore al consumo di 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 evidenzia la resilienza del settore.
09/06/2026 alle 18:18
Il settore della Bresaola della Valtellina IGP chiude il 2025 con una produzione che raggiunge le 11.947 tonnellate, segnando un calo del 5,47% rispetto all’anno precedente. Nonostante questo, il comparto dimostra una notevole capacità di resilienza in un contesto socioeconomico complesso. L’aumento dei costi di produzione ha portato a un adeguamento dei prezzi, influenzando i comportamenti di consumo e la frequenza d’acquisto. Tuttavia, la solidità del mercato è evidente sia a livello nazionale che, soprattutto, nei mercati esteri. Il valore al consumo è salito a 502 milioni di euro, con un incremento del 4,6% rispetto al 2024.
Export della Bresaola in forte crescita
I dati relativi all’esportazione mostrano un incremento significativo. Nel 2025, sono state esportate 836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP, con un aumento del 32,34% rispetto al 2024. Di queste, il 64% è stato destinato a Paesi dell’Unione Europea, con un incremento del 17%, mentre il 36% è andato a Paesi extra UE, che hanno visto un aumento del 70%, in particolare nei paesi del Medio Oriente, prevalentemente di religione islamica.
Nonostante tali segnali positivi, persistono preoccupazioni all’interno della filiera. La diminuzione della materia prima disponibile sul mercato europeo ha costretto i produttori a incrementare le importazioni da Paesi extra-UE, un’operazione sempre più onerosa a causa delle politiche commerciali internazionali e delle barriere doganali.
Le licenze GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), che permettono l’importazione di carne con un dazio ridotto del 20%, sono soggette a contingenti rigidi e non ampliabili. In un contesto di scarsità di materia prima, tali licenze vengono ora utilizzate non solo per tagli nobili, come la fesa per la produzione di bresaola, ma anche per altre lavorazioni alimentari, inclusi hamburger e preparati. Ciò ha reso quasi inevitabile il ricorso alle importazioni in regime extra-GATT per i produttori di Bresaola della Valtellina IGP.
Il presidente Mario Francesco Moro
“Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni”, ha dichiarato Mario Francesco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina. “Il valore al consumo di 502 milioni di euro (+4,6%) è stato supportato dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. Inoltre, le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi per le importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali, pesano sul settore. Il nuovo documento del Commissario europeo all’Agricoltura mira a rilanciare l’allevamento di carne bovina nell’Unione, ma per vedere risultati concreti occorrerà attendere almeno un anno. È fondamentale sostenere i produttori europei per incrementare i volumi di produzione e rafforzare l’autosufficienza del continente. Tuttavia, le imprese di trasformazione della carne stanno già affrontando una carenza di materia prima che potrebbe compromettere la loro stabilità”.
Il 2025 si presenta quindi come un anno complesso per il comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che continua a mostrare solidità nonostante le pressioni sui costi produttivi e di approvvigionamento. Il Consorzio evidenzia la necessità di una maggiore sinergia tra istituzioni, filiera e operatori del settore per affrontare le criticità legate alla disponibilità della materia prima e all’impatto crescente delle dinamiche tariffarie internazionali.
“Il comparto dimostra solidità e capacità di tenuta, ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione, che pesa sulle aziende da anni, non può gravare solo sui produttori. Come Consorzio, ci impegniamo a contenere questo squilibrio, ma è necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, coinvolgendo non solo i produttori, ma anche la distribuzione, le Istituzioni e i decisori politici. Solo attraverso un’azione comune sarà possibile affrontare le sfide attuali”, conclude il Presidente Moro.
Nuove norme nel disciplinare della Bresaola della Valtellina IGP
Nel mese di marzo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la modifica ordinaria del disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP, entrata ufficialmente in vigore. Tra le novità principali figura il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto, che richiederà la documentazione di tutte le fasi del processo produttivo, con registrazioni dettagliate sui flussi delle materie prime e dei prodotti finiti.
In aggiunta, è previsto l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi, gestiti dall’organismo delegato, per tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi, inclusi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, con comunicazione tempestiva delle quantità lavorate. Queste misure garantiranno una tracciabilità completa del prodotto lungo l’intera filiera produttiva, da monte a valle.