Vittoria del No

Referendum Giustizia: il No prevale in Italia, ma Sondrio spicca per il Sì

Contrariamente ai risultati nazionali, la provincia di Sondrio ottiene il 62,86% di consensi per la riforma, diventando la prima in Italia e riaccendendo il dibattito sulle riforme costituzionali.

Referendum Giustizia: il No prevale in Italia, ma Sondrio spicca per il Sì

Il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere ha visto prevalere il No a livello nazionale. Sebbene questo risultato sia ampiamente riconosciuto, un’analisi territoriale rivela differenze significative, in particolare in Lombardia e nella provincia di Sondrio, dove si registra un orientamento politico e sociale in controtendenza rispetto al resto del Paese.

Sondrio al vertice del Sì

La Lombardia si distingue come una delle sole tre regioni italiane in cui ha prevalso il Sì, con il 53,79% dei voti. Nella provincia di Sondrio, il consenso per la riforma ha raggiunto il 62,86%, superando il 37,14% di voti contrari. Questo risultato, che supera di quasi 17 punti la media nazionale e di circa 10 punti quella regionale, posiziona Sondrio come la prima provincia italiana per percentuale di voti favorevoli tra le 110 esistenti.

Il comunicato del coordinamento provinciale sottolinea che “si tratta di un primato che premia il lavoro capillare svolto da Forza Italia sul territorio, dimostrando come i cittadini della Valtellina abbiano compreso e condiviso il significato profondo di questa riforma”. Pertanto, il risultato locale viene interpretato come un chiaro segnale politico, in grado di sfatare letture eccessivamente semplificate del voto nazionale.

Nel comunicato, il deputato e segretario regionale lombardo di Forza Italia, Alessandro Sorte, afferma: “Chi pensa che il campo largo abbia già in tasca le prossime elezioni politiche sbaglia i conti: è facile unire tutti su un No, molto più difficile farlo su una leadership e su una proposta politica credibile”.

Verso una visione di sistema

Il risultato del referendum solleva interrogativi più ampi sulla costruzione di riforme costituzionali in grado di ottenere consenso trasversale. In questo contesto, viene richiamata la visione espressa da Silvio Berlusconi, che aveva inserito la separazione delle carriere nel programma di Forza Italia già nel 1994. Nel 2008, Berlusconi presentò in Parlamento il disegno di legge costituzionale AC 4275, proponendo una riforma organica della magistratura basata sulla separazione delle carriere, sul doppio Consiglio Superiore della Magistratura e su una nuova disciplina dell’azione penale.

Questa impostazione, definita “una visione di sistema”, si inseriva in una prospettiva più ampia, non limitata a una maggioranza politica temporanea, ma orientata alla costruzione di un consenso costituente. Tale visione trovò espressione anche nei lavori della Commissione Bicamerale per le riforme costituzionali del 1997, presieduta da Massimo D’Alema, dove tra i punti chiave figurava proprio la distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti, con due distinti organi di autogoverno.

Quel tentativo di riforma si arrestò il 22 febbraio 1998, quando l’accordo trasversale venne meno a causa delle pressioni delle correnti della magistratura. Tuttavia, il comunicato suggerisce che quella stessa impostazione potrebbe ancora rappresentare una via percorribile per il futuro.

Il documento si conclude con la firma di Elio Della Patrona, segretario provinciale di Forza Italia Sondrio, che sottolinea il valore politico del risultato ottenuto in Valtellina e invita a riflessioni più ampie sulle prospettive delle riforme istituzionali nel Paese.