Riceviamo con piacere la segnalazione di Bernardo Gabriele Ferrari, cittadino di Tirano, che esprime preoccupazione per un grande abete in Porta Milanese. Ferrari racconta di essere stato avvicinato da alcuni residenti, i quali chiedevano un suo parere sulla pianta, temendo che i rami sporgenti sulla sede stradale potessero rompersi e rappresentare un pericolo per pedoni e automobilisti. Pur non essendo un esperto del settore, Ferrari condivide la sua esperienza personale.
Ricorda il pino argentato di via Elvezia, piantato da lui bambino con il padre, che dopo 60 anni era diventato pericoloso a causa delle folate di vento, minacciando sia le abitazioni vicine che la strada Statale e la Ferrovia Retica. I Vigili del Fuoco di Sondrio, utilizzando una lunga scala, lo hanno abbattuto, non senza dispiacere da parte di Ferrari, che sottolinea come la sicurezza pubblica debba prevalere sulla nostalgia.
Un altro esempio è il cedro himalayano di piazza Basilica, cresciuto su terreno comunale ma adiacente alla ex Casa del Fanciullo. Durante un inverno particolarmente nevoso, il peso della neve ha spezzato diversi rami, creando un serio rischio per gli ospiti del Gabbiano. Anche in questo caso, i Vigili del Fuoco hanno provveduto a potarlo e successivamente a rimuoverlo.
Un episodio particolarmente memorabile riguarda l’ex sindaco di Tirano, Franco Spada. Ferrari racconta di aver postato su Facebook la foto di una pianta secca, inclinata verso la Statale 38, che stava solo in equilibrio grazie a un ramo. Il sindaco ha subito contattato i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Tre ore dopo, Ferrari ha incontrato casualmente i Vigili del Fuoco, i quali lo hanno informato di aver già provveduto a rimuovere la pianta: “Stupefacente”.
Villa
Ferrari non si ferma qui. “Ritengo che sia doveroso menzionare il sindaco di Villa di Tirano, Franco Marantelli, che ha prontamente fatto rimuovere due piante secche segnalate prima dell’Iperal in pochi giorni. Anche nel Comune di Bianzone, nei pressi dell’Iperal, esiste un albero di noci secco che necessita di essere abbattuto, per prevenire eventuali incidenti, senza dover aspettare eventi estremi come la tempesta Vaia che ha colpito il parco giochi di Tovo. Vorrei concludere con le parole di don Lorenzo Milani, Priore di Barbiana nel Mugello: “Avrò cura”. Questo dovrebbe valere sia per le persone sia per la natura, che abbiamo in prestito dai nostri figli e che dobbiamo restituire, possibilmente in condizioni migliori.”