Nuove domande emergono sulla morte di Lucia Tognela, 59enne di Bianzone, rinvenuta senza vita nel bosco di Trivigno nei giorni scorsi. Se inizialmente si era diffusa l’ipotesi di un’aggressione da parte di cinque cani Dogo, di proprietà di un residente indagato per comportamenti discutibili con i suoi animali, ora si sta considerando anche la possibilità di un attacco da parte di un grande predatore, forse un orso. Tuttavia, si tratta ancora di congetture, poiché gli inquirenti non hanno ancora fornito conclusioni ufficiali. Sarà necessaria l’autopsia, i cui risultati completi potrebbero richiedere fino a sessanta giorni, per chiarire la natura delle ferite e la dinamica degli eventi. Secondo fonti che hanno esaminato le immagini del corpo e esperti consultati informalmente, le lesioni non sembrerebbero compatibili con quelle di un attacco da parte di cinque cani.
Ferite e possibilità di attacco
Le ferite riscontrate sono descritte come molto profonde e presentano segni di morsi di dimensioni superiori a quelli normalmente attribuibili ai cani domestici. Negli ultimi anni, la zona ha registrato avvistamenti di orsi, contribuendo ad alimentare il dibattito attorno a questa tragedia che ha colpito profondamente la comunità. Una delle ipotesi più diffuse suggerisce che i cani potrebbero essere giunti sul luogo in un secondo momento, dopo che l’aggressione principale era già avvenuta. Tuttavia, anche questa rimane una semplice ricostruzione non ufficialmente confermata. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo e, fino all’esito definitivo degli esami medico-legali, ogni scenario resta aperto. La cautela risulta fondamentale per evitare conclusioni affrettate su una vicenda ancora da chiarire. I cani coinvolti sono attualmente custoditi presso il canile di Busteggia, dove rimarranno disponibili per le verifiche. Sono state eseguite analisi comparative del DNA per confrontare le tracce biologiche trovate sul corpo della donna con quelle degli animali. Anche nel mondo cinofilo, emergono dubbi sulla prima ricostruzione. Il responsabile del canile e altri esperti hanno espresso la loro opinione, ritenendo che le ferite descritte non siano compatibili con un’aggressione da parte di cani, lasciando aperta la possibilità di un coinvolgimento di un animale selvatico di dimensioni maggiori.