La chiesa di San Gottardo a Sernio, situata lungo l’antica via Nazionale che collega Tirano a Bormio, ha aperto le sue porte lunedì 4 maggio a un folto gruppo di fedeli, in occasione della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo monsignor Luciano Capelli e dal parroco don Mauro Confortola. Durante l’omelia, il vescovo Luciano ha sottolineato l’origine germanica del nome Gottardo, derivante da Gotthard, che unisce i termini gott, che significa Dio o buono, e hard, che indica forza o coraggio. Pertanto, il significato del nome può essere interpretato come “forte con l’aiuto di Dio” o “coraggioso verso Dio”. Ha quindi esortato i presenti a mostrarsi forti e coraggiosi nel ricostruire la comunità parrocchiale, invitando in particolare i bambini a portare nuova vita alla chiesa.
Storia della chiesa
Un documento del 1332, redatto dal notaio vescovile Abondiolo degli Asinaghi nel Castello Grumello di Sondrio, attesta che a Sernio frate Romerio da Postalesio, animato da grande zelo, fondò una chiesa dedicata a San Gottardo. La costruzione della nuova chiesa portò anche alla realizzazione di abitazioni, specialmente a valle dell’Antica Strada Valeriana che attraversava la zona. Tuttavia, a causa delle frequenti incursioni barbariche, queste abitazioni furono distrutte, costringendo la popolazione a trasferirsi in altre aree del paese. Nonostante le minacce di frane e alluvioni, che segnarono la rovina della contrada vicina al santuario di San Gottardo, la chiesa fu restaurata a metà del XVI secolo e successivamente ricostruita con il supporto della comunità di Sernio e le offerte dei devoti, che invocavano il Santo per ricevere aiuto nei bisogni quotidiani e per la guarigione del corpo e dell’anima. Questo edificio religioso, recentemente riportato al suo antico splendore, riveste un significato devozionale profondo per gli abitanti di Sernio e, in particolare, per i fedeli della regione.