Aprica

Secam respinge le contestazioni sul depuratore

La società che gestisce il Servizio idrico integrato in provincia di Sondrio chiarisce le accuse sollevate dalla cittadina Lucia Codurelli.

Secam respinge le contestazioni sul depuratore

Secam ha inviato una comunicazione ai Comuni di Aprica e Teglio, oltre che alla Provincia, in risposta alle contestazioni riguardanti l’impianto di depurazione situato in località Liscidini, ad Aprica. Nella nota, trasmessa tramite Pec, la società che gestisce il Servizio idrico integrato in provincia di Sondrio respinge con fermezza le accuse avanzate da Lucia Codurelli, sostenendo che le informazioni circolate sono “non veritiere, incomplete e in alcuni casi gravemente fuorvianti”, come riportato anche in un articolo del Centro Valle del 7 febbraio scorso. Secam sottolinea, in particolare, che attualmente gestisce solo l’impianto di depurazione e non il collettore fognario. A seguito di verifiche tecniche effettuate nell’estate del 2025, la società ha constatato l’impossibilità di assumere la gestione del collettore a causa di carenze strutturali, decidendo di procedere con lavori di manutenzione straordinaria sul depuratore per migliorarne le prestazioni. Gli interventi, che hanno comportato una spesa di circa 82 mila euro, Iva esclusa, hanno incluso la sostituzione della griglia a monte del comparto biologico, il rifacimento del canale in ingresso, la sostituzione dei sistemi diffusivi ad aria nel comparto di ossidazione, il rifacimento della lamiera dentata di scarico del sedimentatore e l’installazione di nuove sonde per la misurazione di pH e ossigeno disciolto. La società evidenzia inoltre che l’impianto è telecontrollato 24 ore su 24, sette giorni su sette, con verifiche quotidiane da parte del personale.

Chiarimenti sulla natura dell’impianto

Uno dei punti principali della replica di Secam riguarda la definizione dell’impianto stesso. La società contesta l’etichetta di “fossa biologica a cielo aperto” e ribadisce che l’impianto di Aprica è un vero depuratore a fanghi attivi, in grado di trattare biologicamente carbonio organico e azoto ammoniacale e, chimicamente, anche il fosforo totale. Inoltre, Secam precisa che il comparto di sedimentazione permette la separazione tra fango e acqua depurata, sottolineando che una fossa biologica esegue solo trattamenti primari, mentre l’impianto di Liscidini è dotato di processi di trattamento secondario e terziario. La società critica anche l’espressione “scarica libera nel fiume”, specificando che tutti gli impianti di depurazione riversano in un corpo idrico superficiale e che tale formulazione può distorcere la realtà tecnica e operativa del depuratore. Infine, Secam sostiene che i lavori conclusi nel luglio scorso hanno migliorato significativamente la qualità dello scarico, grazie alla riattivazione del processo depurativo biologico.

Dialogo con le amministrazioni

Nella comunicazione, Secam chiarisce che i chiarimenti forniti non intendono solo rispondere alle contestazioni, considerate “evidentemente pretestuose”, ma anche offrire un quadro informativo completo alle amministrazioni interessate. La società sottolinea l’importanza di mantenere un dialogo istituzionale corretto tra il gestore del servizio idrico integrato e i Comuni, basato su trasparenza e leale collaborazione, elementi ritenuti essenziali per una gestione efficace delle infrastrutture idriche. Secam evidenzia la necessità di evitare in futuro la diffusione di ricostruzioni parziali o errate, che potrebbero influenzare negativamente l’opinione pubblica e le valutazioni degli enti coinvolti. Nella Pec, la società richiama anche monitoraggi e verifiche effettuate dopo gli interventi di manutenzione, che confermerebbero il miglioramento delle prestazioni dell’impianto. Resta dunque aperto il confronto istituzionale e tecnico attorno al depuratore di Liscidini, in un dibattito che ha suscitato attenzione ad Aprica e Teglio. Da un lato, le contestazioni sul funzionamento dell’impianto e sul suo impatto; dall’altro, la difesa di Secam riguardo alle scelte effettuate e agli interventi eseguiti. Saranno ora gli enti destinatari della comunicazione a valutare il contenuto della documentazione trasmessa e gli eventuali sviluppi della situazione. Resta da risolvere il nodo del collettore, che non è mai entrato in funzione, ma il Comune di Aprica ha confermato di aver appaltato i lavori necessari per attivarlo, che inizieranno a breve.